Visualizzazione post con etichetta Sulli.Salvatore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sulli.Salvatore. Mostra tutti i post

SALVATORE SULLI, Lettere vietate in tempi di fascismo

Ernesto Rossi

A proposito di scuola e fascismo, tema sempre attuale, vogliamo raccontare brevemente un fatto accaduto durante il “ventennio” in una scuola di Bergamo che ha per protagonista Ernesto Rossi. 

SALVATORE SULLI, “L’eclissi della sinistra a Prizzi. Una breve considerazione”

A Prizzi da anni ormai la sinistra è scomparsa: non è rappresentata in Consiglio Comunale, non ha una struttura organizzativa, non ci sono associazioni che ad essa fanno riferimento insomma non c’è più nessuno che “dica qualcosa di sinistra”. È venuta a mancare la presenza di quell’area politico-culturale di matrice socialista e liberal-democratica che un ruolo tanto importante ha rivestito nel passato della storia politica di Prizzi che da sempre - è bene ricordarlo - ha avuto una forte tradizione laica e di sinistra. 

SALVATORE SULLI, Il prigioniero di Sotto il Monte

Michele Sulli nel 1943

Sotto il Monte in provincia di Bergamo evoca ai più il paese natale di Giovanni XXIII, il Papa buono. Ma per Michele Sulli, classe 1922, soldato del regio esercito durante l’ultima guerra ha significato qualcosa di più: il ricordo sempre vivo di quella comunità, di tutta quella brava gente che -a rischio dei propri beni e della propria vita-, dopo il fatidico 8 settembre del 1943, lo ha nascosto e protetto dai rastrellamenti dei tedeschi e dei fascisti. E di questo egli amava parlare: della guerra cui aveva partecipato in Francia prima e della deportazione in Germania in un campo di lavoro poi non ne parlava quasi mai e quando lo faceva era molto elusivo.

La sua storia riporta alla memoria anni molto difficili, spesso poco conosciuti dalle nuove generazioni; anni che hanno visto migliaia di giovani di allora costretti -loro malgrado- a vivere sulla propria pelle esperienze drammatiche che, quando non vi hanno trovato la morte, hanno segnato in maniera indelebile il resto della loro vita. 

SALVATORE SULLI, Maria Messina: una scrittrice a lungo dimenticata

Maria Messina è una scrittrice nata a Palermo nel 1887 alla quale ormai la critica ha riconosciuto il suo posto nella letteratura del Novecento. 

Verista in rapporti epistolari con Giovanni Verga, apprezzata e recensita da un altro grande scrittore siciliano Giuseppe Antonio Borgese, la sua notevole produzione letteraria fu pubblicata dalle più importanti case editrici dell’epoca. Eppure per tanti anni è precipitata nell’oblio. Ignorata dopo la sua morte dai critici e dagli storici della letteratura fino a quando Leonardo Sciascia negli anni 80 la riportò alla luce e le sue opere furono ripubblicate dalla casa editrice Sellerio e tradotte nelle principali lingue europee. Anche la critica di recente ha cominciato ad interessarsi della sua opera.

SALVATORE SULLI, Schegge di storia di Prizzi: i Villaraut

Stemma della famiglia Villaraut

Il giudizio storico sulla signoria di Prizzi dei Villaraut, che - se si va a considerare anche il ramo femminile - è durata quasi due secoli (XV e XVI) e perciò la più longeva dell’età feudale, non è univoco. Andrea Milazzo (autore di una Storia di Prizzi, ed. Tumminelli 1959) la definisce “la più gloriosa signoria di Prizzi”. Molto tranchantè quello di Filippo Sinatra e Vaccaro (Raccolta di notizie e di fatti del comune di Prizzi, Tipografia Dorica 1907) e del Campagna nei suoi Cenni storici e tradizionali del comune e dintorni di Prizzi (Tipografia Pontificia 1923) che invece dicono essere stata quella dei Villaraut una genia di prepotenti ed usurpatori dei diritti dei cittadini che angariava il popolo dei contadini con i loro pesanti balzelli e abusi di ogni sorta perpetuando così la loro miseria. 

SALVATORE SULLI, A Prizzi un mal riuscito palazzo di città

Nessuna famiglia nobile ha preso dimora a Prizzi negli ultimi trecento anni, e anche più, e di questo  ne ha risentito l’architettura civile del nostro paese dove non esistono palazzi nobiliari secondo i canoni estetici e architettonici di tali dimore: non v’è una casa un edificio che per l’ampiezza della pianta per la facciata esterna o per gli interni, con larghi  scaloni e ampie sale  decorate con stucchi e affreschi di artisti più o meno noti, abbia le fattezze e ricordi una residenza nobiliare rispecchiandone la ricchezza lo sfarzo il potere delle illustri famiglie che un tempo l’abitarono. 

Salvatore Sulli , "L’incontro dei diavoli con Sciascia e Scianna"

Prizzi, Il ballo dei diavoli
Chissà se Leonardo Sciascia la domenica di Pasqua è stato mai a Prizzi per vedere il Ballo dei Diavoli, rappresentazione folcloristico-religiosa quasi certamente con ascendenze pagane che affonda le proprie origini nei secoli e per fortuna di tutti noi nota e conosciuta in tutto il mondo: anzi è una delle cose di cui questo “ammaccato” paese sperduto tra le montagne dell’interno della Sicilia può menare vanto. Il Pitrè già nel 1881 lo definì proverbiale.

SALVATORE SULLI, L’amaro conforto di una vedova di mafia

“A S.E. Procuratore Generale del Re Palermo la sottoscritta Pecoraro Vincenza fu Giorgio vedova di Alongi Nicolò prega Vostra Eccellenza…” inizia così la istanza che la moglie di Nicolò Alongi rivolge il 15 ottobre dell’anno del signore 1925 e III dell’era fascista al Pubblico Ministero per riavere tutto quello che più di cinque anni prima era stato sequestrato nella immediatezza dell’omicidio del marito avvenuto a Prizzi la sera del  29 febbraio del 1920 e a più di due anni dalla fine del processo che aveva definitivamente assolto i presunti responsabili.  

Salvatore Sulli,«UN MEMORIALE ALLE VITTIME DELLA MAFIA: "LA SCALINATA DELLA LEGALITA’ A PRIZZI"

Non è per caso che i nomi incisi nel primo e nell’ultimo gradino della scalinata della legalità di Prizzi sono quelli di Nicolò Alongi e di Giuseppe Rumore: due uomini dei quali tutti i cittadini di Prizzi -al di la della appartenenza politica e degli steccati ideologici- devono andare fieri; per difendere e far valere i diritti dei più deboli, dei contadini, dei braccianti e di tutti i pezzenti che in quell’epoca erano tanti e contro una classe dominante ottusa, avida, violenta e mafiosa un secolo fa Alongi e Rumore furono vilmente assassinati dalla mafia di Prizzi di quel tempo, pagando così con la vita questo loro legittimo anelito alla giustizia sociale ed alla libertà e dignità dell’uomo. 

Salvatore Sulli, PRIZZI E L’OMAGGIO A CAMILLERI

Anche la città di Prizzi ha voluto pagare il suo tributo ad Andrea Camilleri, non ci ha pensato a farlo però la intellighenzia (di regime), forse chissà già troppo occupata a rivolgere le sue attenzioni a ben altri geni della letteratura; né la sinistra, quella istituzionale intendiamo, che ormai a Prizzi non esiste nemmeno in natura, verrebbe da dire “liquesa” come Toto dopo la “saùna” nel celebre sketch di Gigi Proietti.

Intervista di Salvatore Sulli all'autore de "La stella mancante"

In un tempo della nostra storia in cui immigrazione, sovranismo, autonomia, disoccupazione, lavoro etc. sono temi centrali del dibattito politico il libro di cui vogliamo parlare si dimostra di potente attualità. Lo ha scritto Marco Palumbo, alla sua prima opera letteraria, “La stella mancante”, edita nel 2018 da “La Zisa” di Palermo (207 pagine, 14 euro, prefazione di Rino Francaviglia). Un romanzo accattivante, ben scritto e di gradevole lettura, che consigliamo di leggere. Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene. 

Salvatore Sulli, "RADIO PRIZZI CENTRALE: UNA RADIO LIBERA, MA LIBERA VERAMENTE"

Il logo di Radio Prizzi Centrale
Quando Radio Prizzi Centrale iniziò le trasmissioni in un caldo pomeriggio del luglio del 1978, esattamente quaranta anni fa, a Prizzi esisteva già una radio e si chiamava Radio Prizzi Alternativa; era nata un anno prima, in pieno ‘77, in quell’anno fatidico per la sinistra e per i giovani di quella generazione, per iniziativa di alcuni ragazzi dell’area della estrema sinistra, una radio quindi militante, cioè politicizzata; e perciò - lo diciamo senza polemica - settaria: per far parte di quell’entourage bisognava essere quanto meno un po’ contestatori e professare una fede rivoluzionaria.

SALVATORE SULLI, Piccoli campioncini alla ribalta

La generazione di coloro che erano giovanissimi nei primi anni settanta e frequentavano le medie in quel di Prizzi ricorderanno ancora adesso con piacere Marco Vironi, giovane insegnante di lingua inglese venuto da fuori e rimasto nella memoria di quei ragazzini - adesso quasi sessantenni - non tanto e non solo perché è stato per alcuni  (mi pare insegnasse al corso A) il loro insegnante ma soprattutto perché,  da appassionato  di calcio qual era, fu il promotore e organizzatore di un memorabile torneo tra le varie classi di quella Scuola media. 

SALVATORE SULLI, Quando a Prizzi c'era il Partito Comunista

A metà degli anni ottanta del secolo scorso, a quasi settant’anni dalla rivoluzione di ottobre, accade a Prizzi un evento epocale: per la prima volta nella storia, il Partito Comunista va al potere in quella cittadina.

SALVATORE SULLI, Per la “piazza” di Prizzi un re vale l’altro

Il corso principale di Prizzi, dove fra l’altro hanno sede la casa comunale ed i principali uffici municipali (quello che i Prizzesi impropriamente chiamano “piazza”), è intitolato a Umberto I di Savoia;  e fin qui nulla di straordinario, salvo poi a scoprire che è intitolato anche al nipote Umberto II; come dire che se visto da sinistra (o se preferite da destra), imboccandolo dalla piazza S. Francesco, si chiama corso Umberto I, che, tanto per non creare confusione, fu il re assassinato nel 1900 a Monza da un anarchico: se invece lo si imbocca  dalla parte opposta, venendo dalla via Nicolò Alongi, diventa – non si sa perchè - corso Umberto II, almeno così dice la targa ivi apposta, che fu - anche se per pochissimo tempo - nel 1946 l’ultimo re d’Italia, prima dell’avvento della Repubblica.

SALVATORE SULLI, Risorgimento, brevi considerazioni

L’evento celebrativo dei 150 dell’Unità d’Italia, nel magnifico scenario del centro storico di Prizzi, offre lo spunto per alcune brevi considerazioni.
La prima è che poco o nulla si sa del vero o presunto risorgimento a Prizzi nel giugno del 1860: conosciamo pochissimi documenti e qualche testimonianza indiretta, insufficienti però a stabilire un minimo di verità storica.