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GIUSEPPINA FICARRA, Le due Italie della maturità

L’articolo di Gian Antonio Stella (*) come sospettavo è privo di qualunque fondamento. E da esperta di valutazione scolastica proverò brevemente a spiegare il perché. Quello che Stella vuole contestare è il fatto che <<I numeri pubblicati ieri raccontano di un Mezzogiorno che trabocca di giovani diplomati con 100 e lode, con la Puglia che gode di una quota di geni proporzionalmente tripla rispetto al Piemonte o al Veneto, quadrupla rispetto al Trentino, quintupla rispetto alla Lombardia.>>

GIUSEPPINA FICARRA, Parliamo di familismo amorale

Bossi junior al Pirellone. Renzo Bossi è il "primo eletto della Lega" in provincia di Brescia. Lo ha annunciato il padre Umberto Bossi parlando con i giornalisti nella sede del Carroccio in via Bellerio. Alla domanda se il figlio poteva essere il suo delfino, in passato, Bossi aveva replicato: "Non vedete che è una trota?". Ora il ministro delle Riforme, soddisfatto per il successo elettorale della Lega, ma anche per quello personale del figlio, ha commentato: "Renzo è bravo e mi dà una mano, corre da tutte le parti e viene a tutti i comizi. Forse ha trovato la sua strada". (da La Repubblica 30.3.2010).

GIUSEPPINA FICARRA, Uno scambio di idee con Salvatore Vaiana su Facebook

che é diventato un dibattito aperto sulla cultura del popolo siciliano e sul movimento contadino.

Caro Salvatore,
partendo dal tuo "Il contadino dirigente" che si avvale dell’antica saggezza del contadino siciliano mi piace pensare al popolo siciliano del dopoguerra composto prevalentemente di contadini come un popolo saggio e non certo pervaso in larga parte di cultura mafiosa. A tale proposito ci viene in soccorso Giuseppe Carlo Marino precisando che non si tratta di una sua colpa o di “una qualche originaria affinità antropologica tra la cultura popolare siciliana e la mafiosità”. La cultura mafiosa del popolo siciliano è effetto di “EGEMONIA”. Cosi scrive infatti Giuseppe Carlo Marino:

SALVATORE VAIANA, Le riflessioni della compagna Ficarra sul sicilianismo

La recente benefica condanna a 7 anni di reclusione dell’on. Totò Cuffaro ha suggerito all’amica e compagna Giuseppina Ficarra, sensibile alla tematica sulla neorazzistica criminalizzazione dei siciliani come popolo culturalmente mafioso tout court, un interessante parallelismo con il processo all’on. crispino Raffaele Palizzolo, indiziato per l'assassinio del direttore del Banco di Sicilia Emanuele Notarbartolo.