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GIUSEPPE NATIVO, “Gatti della mia vita” di Emanuele Schembari. Tra narrazione e autobiografia

“Anima che accarezzo a sera”, scrive Alda Merini dedicando una poesia al proprio amico a quattro zampe. Pensiero che viene rafforzato da Giorgio Manganelli quando afferma “chi ha gatti cade in una forma di dipendenza che non conosce disintossicazione”. La letteratura di ogni tempo si è sempre mostrata attenta al mondo degli animali. Spesso, però, gli animali sono solo un espediente letterario per presentare i vizi e, qualche volta, le virtù degli esseri umani.

MARIA TERESA LENTINI, “Vite inedite” (ritrovarsi a Eataly Bologna)

Da quando, nel 2008, “Eataly” era approdato a Bologna, coinquilino della “Libreria.Coop”, al posto dell'ex cinema a luci rosse “Ambasciatori”, Sara e Beniamino, due disinvolti e gioviali ottantenni, ne avevano adottato il motto: “Vieni a scoprire come nutrire la mente nella zona libreria all'interno di Eataly” e beati vi trascorrevano le ore girovagando fra gli scaffali pieni di libri, distolti soltanto dal profumo del cibo che stuzzicava loro l'appetito ma, ognuno per proprio conto e, ognuno, fino ad allora, ignaro della presenza dell'altro.

"Nove Periodico" di Federico Li Calzi fa tappa alla Mondadori point

Sarà presentato SABATO 7 e DOMENICA 8 FEBBRAIO alle ore 17:00, su iniziativa di Michele Mendola, presso la libreria Mondadori point, del centro commerciale Le Vigne, il romanzo ‘Nove Periodico’, ultima fatica letteraria, dello scrittore canicattinese Federico Li Calzi, che con questo libro giunge alla terza pubblicazione.

Un regalo dall’Africa (racconto)

Istituto Tecnico "Galileo Galilei" di Canicattì

Il racconto “Un regalo dall’Africa” è stato realizzato dalla Classe IA AFM per la partecipazione al concorso “scritture migranti” indetto dal professore Leopoldo Ciraulo, prematuramente scomparso nel maggio 2014.

FRANCESCA VELLA, Miracolo a Pisa

... allora la torre sollevò delicatamente tutti i suoi merletti e se ne andò in silenzio per non disturbare nessuno...

Era una giornata bellissima. Di maggio.
I1 signor Prato si svegliò, tese tutti i suoi fili per stiracchiarsi, per colazione bevve goccine di rugiada, fece coscienziosamente pipì per bagnare la terra e così mantenersi bello fresco e si preparò ad un'altra giornata di lavoro. Salutò allegramente Chiesa, Battistero e Bancarelle, augurando a tutti loro una buona giornata: la folla già cominciava ad arrivare ed era ora di mettersi al lavoro.