La storia di Domenico
Cigna raccontata nel libro di Guadagnino "Il fabbro e le formiche" apre
interessanti interrogativi attorno alle problematiche del personaggio, che
accanto alla originalità del pensiero e alla tenacia delle azioni si
caratterizza anche per le frequenti contraddizioni del comportamento. Lungo il
corso di tutta la sua vita queste vanno assumendo aspetti a volte inquietanti,
gettando ombre che in qualche modo ne offuscano la memoria. Il desiderio di
fare luce su ciò, induce ad una analisi psicologica, se pur limitata poiché
postuma, della personalità di Cigna, che consenta di dare un senso
all'incoerenza di alcuni fatti, ricercandone i motivi tra le pieghe profonde
della struttura dell'Io. L'autore descrive molto bene le emozioni e i sentimenti
di Cigna, e anche quel sottile tormento, che all'epoca venne diagnosticato come
"nevrastenia", che lo accompagna per tutta la vita.