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SALVATORE SPARACIO, Prizzi, in ricordo di Anna Pecoraro, grande educatrice, donna emancipata e progressista, profondamente legata a personaggi come Rumore ed Alongi, in lotta per l’emancipazione dei lavoratori

Anna Pecoraro è stata una bravissima insegnante, i suoi alunni ricordano in lei la passione nell’insegnamento. A me vengono in mente le lunghe e appassionate discussioni politiche. Anna Pecoraro era una donna emancipata e progressista nel vero senso della parola, con lei ogni momento diventava speciale, ogni sfida sembrava superabile. La sua energia era contagiosa, il suo spirito era indomabile. La sua capacità di trovare la gioia nelle cose in cui credeva l’hanno resa speciale. 

Salvatore Vaiana, PENSIERI IN MEMORIA DI UNA DONNA IN LOTTA


Anna Pecoraro (a sn) e Rosa Faraci (a ds) per Nicola Alongi

 “Salvatore, Anna Pecoraro ci ha lasciati”: queste, due lunedì fa, le lacrimanti secche parole di Rosa Faragi al cellulare. 

Anna, la nostra antica amica e compagna, se n’è andata lasciandoci attoniti all’inatteso annunzio.

ROSA FARAGI, Elogio funebre per l'amica Anna

Ci ha lasciati tutti attoniti, con la sua morte improvvisa, la leonessa, per la sua vita straordinaria e tumultuosa, l'amica del cuore e di tutti, la professoressa Anna Pecoraro. Esempio di mitezza, dolcezza e determinazione. Grandissima donna ed educatrice, ha lasciato un segno indelebile per l'apporto dato alla crescita umana e civile dell'intera collettività prizzese. Instancabile lottatrice e strenua difenditrice dei diritti umani negati. Sensibile, colta, empatica, altruista, legatissima al dolce compagno Rosario e mamma affettuosa di Giorgio, Emanuele, Marcello e della dolcissima figlia Maria, a lei premorta, che sempre ricordava, nei tanti momenti bui e di sconforto.

ROSA FARAGI, Intervista a Mons. Carmelo Amato

VENTANNI FA MORIVA PADRE ENNIO PINTACUDA

Padre Ennio Pintacuda è morto il 4 Settembre 2005.

Sono passati vent’anni dalla sua morte e voglio ricordarlo ripubblicando la testimonianza del suo “caro maestro” padre Carmelo Amato, morto nel 2015, 10 anni dopo il suo “allievo prediletto”, all’età di 104 anni.

Due uomini di chiesa le cui vite si sono incontrate e si sono influenzate a vicenda.

Questa l’intervista” è stata fatta nel lontano 2007, due anni dopo la scomparsa di padre Ennio Pintacuda.

ROSA FARAGI, "Carmelo Fucarino: colloquio e percorso di vita" (intervista)


Sono passati quasi 2 anni dalla morte del professor Carmelo Fucarino e mi rendo conto che la sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile tra le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e apprezzarlo.

SALVATORE VAIANA, "Racconto di mafia"

Un racconto di formazione Càlati juncu ovvero sia fatta la volontà di Dio di Luciano Campagna(ilmiolibro.it, Gruppo Editoriale L’Espresso, Roma 2008), narra infatti la crescita e la maturazione del personaggio principale, Giorgio Spedicato. Ma è anche un lungo racconto di mafia e d’ambiente, anzi di formazione in un ambiente mafioso. «È un mondo duro, difficile da capire per chi viene dall’esterno» dice l’autore, ma la sapiente tecnica narrativa che egli adotta rende coinvolgente la lettura a qualsiasi lettore, anche a quello esterno a quest’ambiente.

NINO GRECO, Correva l’anno 1977…

Correva l’anno 1977……

            Si potrebbe cominciare così. Più precisamente era l’estate del 1977. Molti di noi avevano appena finito gli esami di maturità, altri erano in pausa dall’università, preparavano gli esami di riparazione, erano in cerca di un lavoro più o meno stabile, lavoravano o più semplicemente si stavano godendo qualche giorno di vacanza.

            Ma forse farei bene a spiegare di cosa sto parlando…

ANNA PECORARO, In memoria di Mario Leone

Ieri, 6/10/2022, è venuto a mancare all'affetto dei suoi cari, degli amici e del paese di Prizzi tutto, Mario Leone! Tutti lo conoscevano, tutti lo amavano, tutti giovani ed anziani, restano legati a lui da un ricordo di amicizia, da un gesto di solidarietà, da un evento culturale, ricreativo, ambientale! Ieri, abbiamo visto i ragazzi che lo ricordavano per il "giro del lago".

SALVATORE SULLI, “L’eclissi della sinistra a Prizzi. Una breve considerazione”

A Prizzi da anni ormai la sinistra è scomparsa: non è rappresentata in Consiglio Comunale, non ha una struttura organizzativa, non ci sono associazioni che ad essa fanno riferimento insomma non c’è più nessuno che “dica qualcosa di sinistra”. È venuta a mancare la presenza di quell’area politico-culturale di matrice socialista e liberal-democratica che un ruolo tanto importante ha rivestito nel passato della storia politica di Prizzi che da sempre - è bene ricordarlo - ha avuto una forte tradizione laica e di sinistra. 

SALVATORE SULLI, Il prigioniero di Sotto il Monte

Michele Sulli nel 1943

Sotto il Monte in provincia di Bergamo evoca ai più il paese natale di Giovanni XXIII, il Papa buono. Ma per Michele Sulli, classe 1922, soldato del regio esercito durante l’ultima guerra ha significato qualcosa di più: il ricordo sempre vivo di quella comunità, di tutta quella brava gente che -a rischio dei propri beni e della propria vita-, dopo il fatidico 8 settembre del 1943, lo ha nascosto e protetto dai rastrellamenti dei tedeschi e dei fascisti. E di questo egli amava parlare: della guerra cui aveva partecipato in Francia prima e della deportazione in Germania in un campo di lavoro poi non ne parlava quasi mai e quando lo faceva era molto elusivo.

La sua storia riporta alla memoria anni molto difficili, spesso poco conosciuti dalle nuove generazioni; anni che hanno visto migliaia di giovani di allora costretti -loro malgrado- a vivere sulla propria pelle esperienze drammatiche che, quando non vi hanno trovato la morte, hanno segnato in maniera indelebile il resto della loro vita. 

SALVATORE SULLI, Maria Messina: una scrittrice a lungo dimenticata

Maria Messina è una scrittrice nata a Palermo nel 1887 alla quale ormai la critica ha riconosciuto il suo posto nella letteratura del Novecento. 

Verista in rapporti epistolari con Giovanni Verga, apprezzata e recensita da un altro grande scrittore siciliano Giuseppe Antonio Borgese, la sua notevole produzione letteraria fu pubblicata dalle più importanti case editrici dell’epoca. Eppure per tanti anni è precipitata nell’oblio. Ignorata dopo la sua morte dai critici e dagli storici della letteratura fino a quando Leonardo Sciascia negli anni 80 la riportò alla luce e le sue opere furono ripubblicate dalla casa editrice Sellerio e tradotte nelle principali lingue europee. Anche la critica di recente ha cominciato ad interessarsi della sua opera.

SALVATORE SULLI, Schegge di storia di Prizzi: i Villaraut

Stemma della famiglia Villaraut

Il giudizio storico sulla signoria di Prizzi dei Villaraut, che - se si va a considerare anche il ramo femminile - è durata quasi due secoli (XV e XVI) e perciò la più longeva dell’età feudale, non è univoco. Andrea Milazzo (autore di una Storia di Prizzi, ed. Tumminelli 1959) la definisce “la più gloriosa signoria di Prizzi”. Molto tranchantè quello di Filippo Sinatra e Vaccaro (Raccolta di notizie e di fatti del comune di Prizzi, Tipografia Dorica 1907) e del Campagna nei suoi Cenni storici e tradizionali del comune e dintorni di Prizzi (Tipografia Pontificia 1923) che invece dicono essere stata quella dei Villaraut una genia di prepotenti ed usurpatori dei diritti dei cittadini che angariava il popolo dei contadini con i loro pesanti balzelli e abusi di ogni sorta perpetuando così la loro miseria. 

SALVATORE SULLI, A Prizzi un mal riuscito palazzo di città

Nessuna famiglia nobile ha preso dimora a Prizzi negli ultimi trecento anni, e anche più, e di questo  ne ha risentito l’architettura civile del nostro paese dove non esistono palazzi nobiliari secondo i canoni estetici e architettonici di tali dimore: non v’è una casa un edificio che per l’ampiezza della pianta per la facciata esterna o per gli interni, con larghi  scaloni e ampie sale  decorate con stucchi e affreschi di artisti più o meno noti, abbia le fattezze e ricordi una residenza nobiliare rispecchiandone la ricchezza lo sfarzo il potere delle illustri famiglie che un tempo l’abitarono. 

UMBERTO SANTINO, "L’anniversario. Alongi, contadino di lotta. Il delitto di cent’anni fa che mutilò il movimento"

«Al povero Vanni Zangara noi addolorati mai però abbattuti mandiamo il nostro riverente saluto, mentre rimaniamo ad aspettare il nostro turno». Così scriveva Nicola Alongi, subito dopo l’assassinio del militante del movimento contadino e assessore socialista al comune di Corleone, del 29 gennaio 1919, sapendo che anche il suo era un destino già segnato. E poco prima del suo assassinio, al congresso contadino svoltosi a Palermo, aveva dettato il suo testamento: «So che si congiura contro di me, che si vuole attentare alla mia vita... non so se domani potrò tornare ad abbracciarvi, ma sono sicuro che altri sorgerà a sventolare la bandiera che mi si vuole strappare di mano».

Lettera di Piero Milazzo ad Anna Pecoraro nel centenario (1920-2020) del martirio di Nicola Alongi

Cara Anna, 
ecco alcuni spunti che mi sono venuti in mente: 
(puoi farne l'uso che ritieni più opportuno)

Salvatore Sulli , "L’incontro dei diavoli con Sciascia e Scianna"

Prizzi, Il ballo dei diavoli
Chissà se Leonardo Sciascia la domenica di Pasqua è stato mai a Prizzi per vedere il Ballo dei Diavoli, rappresentazione folcloristico-religiosa quasi certamente con ascendenze pagane che affonda le proprie origini nei secoli e per fortuna di tutti noi nota e conosciuta in tutto il mondo: anzi è una delle cose di cui questo “ammaccato” paese sperduto tra le montagne dell’interno della Sicilia può menare vanto. Il Pitrè già nel 1881 lo definì proverbiale.