“La saggezza non vince la morte e
il pensiero della morte ti porta spesso a interrogarti sul vero senso del
drammatico percorso esistenziale”. E’ questa una delle riflessioni esternate,
in una ricca articolata lunga corrispondenza epistolare, tra Francesco e Marco.
Due amici d’infanzia che, cresciuti in Sicilia all’ombra di antichi mandorli ed
ulivi ancora dal sapore saraceno e immersi in “diffusi fecondi frutteti e
sghembi fichidindia”, condividono, sin dalla giovinezza, particolari interessi
letterari non nascondendo un disinibito rifiuto della verità di fede.
