RELAZIONE TENUTA A CANICATTI', PALAZZO STELLA, IL 2 FEBBRAIO 2013.
Nel
rivolgermi a un pubblico di colleghi non
posso fare a meno di rilevare come la
concezione che del diritto abbiamo noi avvocati sia quasi esclusivamente pragmatica,
vedendo nella norma lo strumento operativo con cui legittimare e realizzare
l’interesse del cliente. La più appariscente conseguenza di simile visione è la
denigrazione della filosofia o alternativamente della poesia, come dimostra la perfida frase destinata al difensore che arringando ha mancato di centrare la problematica del processo:
“ha fatto filosofia” o “ha fatto poesia”.