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LUIGI FICARRA, Mafia e Stato

Riflessioni a proposito dell'articolo di Attilio Bolzoni 
Il ricordo dei giudici Saetta e Livatino. Memoria e sedie vuote,
pubblicato su "Repubblica" del 24 settembre 2018.

Gaetano Augello,LE VITTIME DI MAFIA ROSARIO LIVATINO, ANTONINO E STEFANO SAETTA

Antonino Saetta
La fine del secolo ventesimo vedeva la città di Canicattì in controtendenza rispetto alla crescita economica e culturale che l’aveva caratterizzata negli ultimi decenni dell’Ottocento. La comunità era, altresì, scossa da una serie impressionante di esecuzioni mafiose che avevano avuto il momento più sconvolgente nell’uccisione di due giudici: il primo, Antonino Saetta, giunto ormai al vertice di un lungo servizio in favore dello Stato, ucciso insieme al trentacinquenne figlio Stefano; il secondo, Rosario Livatino, ancor giovane e con attitudini che ne facevano presagire una brillante carriera. 

GAETANO AUGELLO, "Dimensione Giovane". Quando Livatino era redattore

Ho avuto il piacere di avere Rosario Livatino come alunno di italiano nella prima B del Liceo Classico Ugo Foscolo di Canicattì, che allora aveva sede nell'edificio scolastico Francesco Crispi a Borgalino, nel centro storico.
Era seduto in prima fila, sulla sinistra, in una piccola aula posta all'inizio del primo corridoio. Era l'anno scolastico 1968-1969, l'anno del mio matrimonio, e ricordo che Rosario, insieme a tutti i compagni, mi regalò una sveglia da tavolo in legno.