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SALVATORE SPARACIO, Prizzi, in ricordo di Anna Pecoraro, grande educatrice, donna emancipata e progressista, profondamente legata a personaggi come Rumore ed Alongi, in lotta per l’emancipazione dei lavoratori

Anna Pecoraro è stata una bravissima insegnante, i suoi alunni ricordano in lei la passione nell’insegnamento. A me vengono in mente le lunghe e appassionate discussioni politiche. Anna Pecoraro era una donna emancipata e progressista nel vero senso della parola, con lei ogni momento diventava speciale, ogni sfida sembrava superabile. La sua energia era contagiosa, il suo spirito era indomabile. La sua capacità di trovare la gioia nelle cose in cui credeva l’hanno resa speciale. 

ROSA FARAGI, La storia di Maria Giudice, socialista pasionaria

In vista di una programmata presentazione dei seguenti due libri, invito alla loro lettura tutti e in particolare i prizzesi per il legame che Maria Giudice ebbe con il capolega contadino socialista Nicola Alongi, assassinato dalla mafia a Prizzi, il 29 Febbraio 1920:

1) Maria Rosa Cutrufelli, Maria Giudice: vita folle e generosa di una pasionaria socialista, Neri Pozza - Biblioteca.

2) Nella Condorelli, a cura di, La Città e le sue ombre. Maria Giudice in Sicilia, Algra Editore.

 

UMBERTO SANTINO, "L’anniversario. Alongi, contadino di lotta. Il delitto di cent’anni fa che mutilò il movimento"

«Al povero Vanni Zangara noi addolorati mai però abbattuti mandiamo il nostro riverente saluto, mentre rimaniamo ad aspettare il nostro turno». Così scriveva Nicola Alongi, subito dopo l’assassinio del militante del movimento contadino e assessore socialista al comune di Corleone, del 29 gennaio 1919, sapendo che anche il suo era un destino già segnato. E poco prima del suo assassinio, al congresso contadino svoltosi a Palermo, aveva dettato il suo testamento: «So che si congiura contro di me, che si vuole attentare alla mia vita... non so se domani potrò tornare ad abbracciarvi, ma sono sicuro che altri sorgerà a sventolare la bandiera che mi si vuole strappare di mano».

Lettera di Piero Milazzo ad Anna Pecoraro nel centenario (1920-2020) del martirio di Nicola Alongi

Cara Anna, 
ecco alcuni spunti che mi sono venuti in mente: 
(puoi farne l'uso che ritieni più opportuno)

Il Prof. Giuseppe Carlo Marino sull’organizzazione del centenario del martirio di Nicola Alongi

Il Prof. Marino fa presente che, non condividendo l’organizzazione della manifestazione “Centenario del martirio di Nicola Alongi contadino socialista 1920-2020”, non vi sarà presente in segno di vibrante protesta.

SALVATORE SULLI, L’amaro conforto di una vedova di mafia

“A S.E. Procuratore Generale del Re Palermo la sottoscritta Pecoraro Vincenza fu Giorgio vedova di Alongi Nicolò prega Vostra Eccellenza…” inizia così la istanza che la moglie di Nicolò Alongi rivolge il 15 ottobre dell’anno del signore 1925 e III dell’era fascista al Pubblico Ministero per riavere tutto quello che più di cinque anni prima era stato sequestrato nella immediatezza dell’omicidio del marito avvenuto a Prizzi la sera del  29 febbraio del 1920 e a più di due anni dalla fine del processo che aveva definitivamente assolto i presunti responsabili.  

Maria Teresa Lentini, "VERSI PER GIUSEPPE RUMORE e MARIA VALLONE"

Rosa Faragi con Rosa Orlando, 
figlia di Maria Vallone
In occasione del convegno "L'antimafia sociale e il martirio di Giuseppe Rumore nel biennio rosso (1919-1920)" - voluta dalla CGIL di Palermo e dal Comune di Prizzi e svoltasi nell'aula magna dell'Istituto Tecnico per Geometri di Prizzi (23 settembre 2019) - di Giuseppe Rumore, vittima della mafia agraria, la prof.ssa Rosa Faragi ha letto con coinvolgente passione la poesia "Come Cristu 'nta la cruci" di Maria Teresa Lentini, scritta in occasione del centenario  (22 settembre 1919 - 22 settembre 2019) del martirio di Rumore.

ROSA FARAGI, Il “biennio rosso” nella zona del corleonese


Bernardino Verro
Sono passati 90 anni da quello che gli storici chiamano  “biennio rosso”, che in Sicilia fu un periodo di diffuse e intense lotte contadine per la terra. Esso è stato analizzato accuratamente dallo storico accademico Giuseppe Carlo Marino in “Partiti e lotta di classe in Sicilia” (1976), una delle sue opere più originali, fondamentale per la comprensione di questo periodo, che per il corleonese e segnatamente per Prizzi ha uno valore storico eccezionale.