GONZALO ALVAREZ GARCIA, La crisi dei valori

Lamentarsi per i valori perduti oggi è di moda: ci si lamenta nell'intimità della famiglia, per la strada, nei bar, nelle scuole, nelle chiese, in Parlamento, sulla stampa, in televisione, nello stadio, nelle palestre e, naturalmente, nei comizi che, in tempi di campagna elettorale, affollano  le piazze delle città e quelle  telematiche. Il mondo sta  vivendo uno dei suoi più critici momenti  di confusione mentale e, in circostanze simili   si finisce sempre  col parlare dei "valori perduti".

GONZALO ALVAREZ GARCIA, Francesco Petrarca e la crisi della Cultura


“Cultura” é il complesso delle cognizioni, delle idee, dei valori e degli ideali su cui si regge la vita di un popolo in una determinata epoca.


Ci sono nel corso della storia periodi di serenità e periodi di crisi. Nei periodi di serenità la cultura fornisce agli uomini tutti quegli elementi di sicurezza che consentono loro di vivere senza soprassalti. Il passato, il presente ed il futuro costituiscono la  realtà compatta nella quale si sentono  come nella casa paterna.

GONZALO ALVAREZ, Le incerte del nostro tempo

Il secolo ventesimo si chiude con più interrogativi che certezze. Se il secolo diciannovesimo si chiudeva con un sentimento universale di ottimismo, oggi prevale il pessimismo.

Cent'anni fa la fede nel Progresso era talmente radicata nelle popolazioni da non lasciare spazio a dubbi sul destino luminoso del mondo.

GONZALO ALVAREZ, Bilancio di civiltà

È arrivato il momento di pensare al Futuro. Il mondo dello sport e degli affari, l'alta finanza e la criminalità organizzata si preparavano da anni ad entrare nel Terzo Millennio nella maniera più gagliarda e redditizia possibile. Persino i fabbricanti di detersivi avevano cominciato a far stampare sui fusti dei loro saponi la miracolosa parola "Futuro...!"

GONZALO ALVAREZ GARCIA, Il cardinale Salvatore Papalardo. “Il Vescovo che decise il futuro di una Città”

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Ecco un libro come voleva Platone, concepito per tramandare e per essere tramandato. Per ricordare parole, fatti, esperienze degne di essere ricordate.

La parola, il semplice “dire” non bastano sempre.

Ci sono parole e “Dire” importanti, ai quali si sentirà il bisogno di ritornare in futuro e che, se abbandonati alla sola memoria, rischierebbero di essere dimenticati.

Bisogna inciderli nella pietra o nel bronzo. O scriverli su pergamena o carta.

GONZALO ALVAREZ GARCIA, Josè Ortega Y Gasset sull’Unione Europea


José Ortega y Gasset, nato a Madrid nel 1883 e morto nel 1955, è un filosofo singolare. Non usa mai, come fanno spesso i filosofi, un linguaggio esoterico, iniziatico. Per esporre le sue idee si serve di una lingua limpida, diretta, immaginosa. Per la perfezione stilistica è, tra i filosofi di tutti i tempi, il più simile a Platone. Come Platone elabora metafore prodigiose e si esprime in una prosa mirabile.

Se non fosse stato un filosofo della Storia, forse il più originale del secolo XX, sarebbe passato ugualmente ai posteri come letterato esimio.