GIUSEPPE NATIVO, Federica Gisana e la “Pienezza del vuoto”. Mostra di opere pittoriche a cura dello scrittore Francesco Lucania

«Quella di Federica è una memoria fatta di fotogrammi e plasticità, di lenti binoculari, su punti di osservazione dell’infanzia, e infine di una memoria fatta di “parentesi di vuoto”, di “colore della pausa”.» 

Gaetano Augello,LE VITTIME DI MAFIA ROSARIO LIVATINO, ANTONINO E STEFANO SAETTA

Antonino Saetta
La fine del secolo ventesimo vedeva la città di Canicattì in controtendenza rispetto alla crescita economica e culturale che l’aveva caratterizzata negli ultimi decenni dell’Ottocento. La comunità era, altresì, scossa da una serie impressionante di esecuzioni mafiose che avevano avuto il momento più sconvolgente nell’uccisione di due giudici: il primo, Antonino Saetta, giunto ormai al vertice di un lungo servizio in favore dello Stato, ucciso insieme al trentacinquenne figlio Stefano; il secondo, Rosario Livatino, ancor giovane e con attitudini che ne facevano presagire una brillante carriera. 

Gaetano Augello, CANICATTÌ - L'ANTICO QUARTIERE "FURCHIVECCHI e FURCHINUOVI" - NOTIZIE DI UN ANTICO PICCOLO INSEDIAMENTO EBRAICO

L'incontro culturale del 14 luglio 2018
tenuto a Largo Marengo
Il 23 ottobre 1957 il Consiglio Comunale di Canicattì - su proposta del sindaco dottor Vincenzo Marchese Ragona - cedette gratuitamente all'Acquedotto Consorziale Promiscuo "Tre Sorgenti" - in largo Verri - 522 mq. di spazio comunale facente parte degli antichi "cumuna" - per la costruzione della sede. Veniva in tal modo rivalutato uno dei quartieri storici della città detto "Fulchi" o "Furchi" e che, in passato, era formato da due nuclei: "Furchivecchi o Fulchivecchi" e "Fulchinuovi o "Furchinuovi". 

GAETANO AUGELLO, La vanedda di lu tafaru

Nella foto: via Tommaso Rao, 
angolo corso Garibaldi. 
(tratta dal volume di Alfonso Tropia 
"Memorie autobiografiche 1886-1954").
Con questo appellativo fu indicata a Canicattì per molti decenni – tra Ottocento e Novecento - l’attuale via Tenente Tommaso Rao che collega il viale Regina Margherita al corso Garibaldi. Fino al 31 dicembre 1928 tale arteria era parte integrante della via Risorgimento, meglio conosciuta come "la vanedda di lu cannuni". In tale data il podestà del Comune di Canicattì, colonnello Antonino Curcio, ne decise l’intitolazione al tenente canicattinese Tommaso Rao caduto in combattimento a San Martino del Carso il 28 agosto 1915.