Luigi Ficarra, NOTAZIONI DI LUIGI FICARRA SUL LIBRO DEL DR DI NATALI "SCIASCIA E LA LEGGE DEL SOSPETTO"

Mi soffermo sulla prima parte, dedicata da lei al caso del Vescovo Angelo Ficarra.
Ho notato che, pur prendendone prudentemente le distanze, fa sostanzialmente propria la lettura fattane da Antonio Corsello, il quale, al di là della fondatezza delle cose dette - (del tutto false sono ad esempio le affermazioni sulla sua salute, che impunemente muove pure il card. Piazza: che non ci sentiva, non ci vedeva) - si sofferma su aspetti secondari, del tutto marginali, che non fanno comprendere l’acutezza dello scontro culturale col potere di Pio XII, papa Pacelli, e col suo braccio destro, Cardinale Piazza. Le presunte carenze di carattere pastorale, riferite alle condizioni della diocesi di Patti, furono un semplice pretesto usato per coprire una decisione di ordine essenzialmente politico culturale nei confronti del Ficarra, il quale era lontano dalla concezione costantiniana della chiesa di allora.

Gaetano Augello, VITA CIVILE E FEDE NEL CULTO DELL’IMMACOLATA

Il culto dell’Immacolata, introdotto in Sicilia sotto la dominazione normanna, si diffuse ancor di più a Canicattì, come in tutta l’isola, a seguito del voto solenne emesso dalla città di Palermo nel 1624 come ringraziamento per essere stata liberata dalla peste. Il voto, proposto dal Pretore della Città e accettato da un’assemblea popolare il 27 luglio, fu emesso solennemente in Cattedrale il 25 agosto, alla presenza dell’arcivescovo cardinale Giovanni (Giannettino) Doria e Del Carretto (1608-1642), della nobiltà, del Senato e del Capitolo. Il voto, cui era connesso il giuramento di fedeltà alla Madonna e al suo immacolato concepimento, fu confermato dal viceré il 16 novembre e ratificato dal Senato Palermitano il 23 dello stesso mese.

Gaetano Augello, CANICATTÌ - ​"LA PINTALORA DI LA BATIA"

Nel quartiere della Badia, un vero crocevia per l'intera città di Canicattì e un tempo assai popolato e vivace, visse e operò una donna di costumi non eccessivamente spirituali, detta “la Pintalora”.
La povera donna viveva nel "mondo" ma non godeva di alcuna delle possibilità da esso offerte. Di contro, accanto alla sua modesta abitazione, si ergeva un grandioso convento delle monache benedettine canossiane attiguo alla splendida chiesa barocca dei Santi Filippo e Giacomo, voluta dai principi Bonanno Colonna e da tutti conosciuta come la "Batia".

Giuseppe Carlo Marino, LA QUESTIONE DEI MIGRANTI E LE ONG SOTTO RICATTO MAFIOSO

L’affliggente questione sembra assai complicata e solleva polemiche tra incauti pronunciamenti di magistrati e indignazione delle coscienze umanitarie. Ma non è così difficile e complessa come appare. Si rifletta su quel che quasi certamente accade nel circuito relazionale obbligato che si instaura tra i criminali speculatori, gli scafisti libici e i benemeriti soccorritori di migranti delle Organizzazioni umanitarie.

GAETANO AUGELLO, Canicattì - Il Teatro Sociale

Nel 1899 si costituì, autonomamente, una “Commissione per la costruzione di un Teatro a Canicattì” presieduta dal commendatore Salvatore Lombardo Ricca. La Commissione iniziò una pubblica sottoscrizione che, in poco tempo, fruttò £ 29.953,70. I soldi venivano raccolti e certificati mediante apposita ricevuta staccata da bollettari intestati “Comitato per la costruzione del Teatro” e regolarmente firmati dal cassiere. 

GAETANO AUGELLO, Giovanni Guarino Amella, il primo sindaco antifascista in Sicilia

Pochi giorni dopo lo sbarco in Sicilia del 12 luglio 1943, l’AMGOT (Allied Military Goverment of Occupied Territory) - e cioè l’amministrazione militare anglo-americana formata in gran parte da ufficiali della riserva - appena deposto il podestà di Canicattì, avvocato Angelo La Vecchia, chiamò a presiedere l’Amministrazione Comunale, in qualità di sindaco, l’avvocato Giovanni Guarino Amella che si insediò a Palazzo di Città il 17 luglio 1943. 

Gaetano Augello, CANICATTÌ - PADRE VIRGINIO DI GIORGI E LE CAMPANE DELLA CHIESA DELLO SPIRITO SANTO

Un'antica immagine della chiesa dello
Spirito Santo cui si accedeva
da una lunga scalinata
Una delle prime lettere al sindaco Giuseppe Signorino (in carica dal 9 giugno 1952 al 23 giugno 1956) fu inviata dal superiore del convento dello Spirito Santo, il frate minore padre Virginio Di Giorgi.
Era un francescano assai simpatico, soprattutto per il viso sorridente da perenne ragazzino, ed era benvoluto dai parrocchiani e dalle parrocchiane. Fu uno dei primi a Borgalino a comprare una fiammante FIAT 600; saliva a tutto gas la ripida via Bertani tra lo stupore delle massaie e dei vecchietti che si affacciavano alle finestre e, se qualcuno lo criticava per il contrasto con la proclamata povertà francescana, faceva osservare che Gesù si muoveva su un asino perché in quei tempi era quello l’abituale mezzo di trasporto; e osservava: “Oggi avrebbe usato na machina di ccà sin ‘a ddà e – perché no? – anche na limusina.